Bond Argentina: Ultimo Tango
Questa settimana è assolutamente decisiva per moltissimi risparmiatori possessori dei famosi bond Argentina andati in default nell’ormai lontano 2001.Infatti il giorno 7 giugno scade l’ultimatum per eventualmente aderire ad un piano che prevede due proposte che riprendono in modo paritetico quantogià collocato nel 2005:
Titolo PAR oppure titolo DISCOUNT con taglio del 66.3% del valore nominale dei bonds.
La cosa che ha messo nello sconforto molti risparmiatori è stata fondamentalmente una, ovvero il cambiamento di atteggiamento della… Continua »
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7 Commenti
Silvano — 9 giugno
09/06/2010
COMUNICATO STAMPA
BOND ARGENTINA: IL CODACONS CHIEDE DI SOSPENDERE LA PROCEDURA DI SCAMBIO PROPOSTA DALLO STATO ARGENTINO
IL TAR DECIDERA' TRA POCHI GIORNI SUL RICORSO CONTRO LA CONSOB COLPEVOLE DI AVER APPROVATO UNO SCAMBIO "BUFALA'
I RISPARMIATORI NON DEVONO RINUNCIARE ALLA POSSIBILITA' DI RIAVERE TUTTI I SOLDI INVESTITI FACENDO CAUSA DIRETTAMENTE ALLE BANCHE
E' attesa per i prossimi giorni la pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Codacons contro la Consob, lo Stato Argentino e la Presidenza del Consiglio in merito all'offerta di scambio proposta a chi sfortunatamente possiede i c.d. tango bond. Le colpe della Consob e della Presidenza del Consiglio, sul fronte della vigilanza del mercato e della tutela degli investitori, sono evidenti, e ampiamente descritte nel ricorso dell'associazione.
La Consob - spiega il Codacons - ha violato il dovere di vigilare sulla trasparenza dei mercati finanziari, sulla correttezza e sulla trasparenza dei comportamenti degli intermediari finanziari, ma anche sulla correttezza delle informazioni che riguardano il mercato, in base a quanto stabilito dal Testo Unico Finanziario. Inoltre, la tutela del risparmio in tutte le sue forme è garantita costituzionalmente ed è pertanto tra i doveri di tutti gli organi dello Stato e soprattutto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'offerta avanzata dallo Stato argentino poi non rispetta le caratteristiche, previste dal Tuf, per l'appello al pubblico risparmio. Pertanto l'Autorità garante avrebbe dovuto sospendere in via cautelare l'offerta, così come prevede la legge. Il prospetto informativo, autorizzato dalla Consob, appare nullo poichè basato su una condizione meramente potestativa. Non è accettabile, infatti, che la circostanza del pagamento o meno dei titoli esistenti dipenda esclusivamente dalla volontà dell'offerente. La proposta della Repubblica Argentina è inaccettabile, inoltre, perchè non rispetta i criteri di equità di trattamento tra i creditori, non garantisce ai risparmiatori la certezza del conseguimento del titolo scelto, e non rispetta le effettive capacità di rimborso del Paese che mostra allo stato attuale dati economici positivi. "E' inaccettabile che le autorità preposte non forniscano, agli investitori che hanno preso una bufala clamorosa con i tango bond, indicazioni corrette sulla proposta dello Stato argentino e su come debbano comportarsi - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - I risparmiatori devono sapere che anche le banche sono responsabili. Queste hanno consapevolmente venduto prodotti finanziari marci e hanno fatto perdere i risparmi di una vita ai loro clienti. Chi ha acquistato questi titoli deve essere informato circa la possibilità di fare causa alla propria banca, e riavere indietro tutti i soldi persi. Sono già numerose le sentenze dei Tribunali che in tal senso danno ragione agli investitori, disponendo rimborsi integrali'.
rosana — 11 giugno
non c'è tanto altro da dire, ...ormai tutti sanno che di truffa trattasi.
noi non dimentichiamo....e proponiamo quanto segue...ancora ancora e ancora.
www.petitiononline.com/1991969/petition.html
ciao.
orabasta — 11 giugno
Hanno rubato a noi ( e all'Italia) un punto percentuale del pil, una manovrina..
Cosa ci sarebbe stato di più onesto da parte dei nostri politici di tutelare il risparmio, facendosi carico di rinegoziarlo con l'argentina..
marco bologna — 11 giugno
a dati ufficiali a oggi sembra che abbia aderito il 55% dei risparmiatori che alla scadenza saranno forse il 60%, un buon numero ( grazie ai solleciti interessati delle banche)ma non sufficiente all'argentina di tornare in libero mercato, con fuori 100,000 creditori italiani agguerriti e preparati, quindi siamo all'inizio della partita,con sviluppi credo imprevedibili, tranne che l'argentina la voglia chiudere entro le elezioni presidenziali
carlo rovigo — 11 giugno
condivido quasi pienamente, un'armata di 100.000 creditori italiani che non ha aderito, (non piu poveri risparmiatori pensionati )tutta gente agguerrita, addentrata nel settore, motivata e disposta a qualunque strada e non voler cedere sotto il 100%,per l'argentina uno spettro isole Falkland di economia
carlo verona — 11 giugno
condivido, un esercito di 100'000 rispiarmiatori creditori italiani che non aderiscono,e ne rimangono fuori, non piu pensionati e poveri rispiarmiatori con l'acqua alla gola , tutta gente determita ad agire con qualunque mezzo , preparta nel campo che sa muoversi , che non accetta elemosine sotto il 100%, mi sa che per l'argentina torna lo spettro delle isole Falclan , in economia!!
Picy — 21 giugno
secondo me non c'è nulla da fare
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