Al via lo swap sui Tango-bond

da Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati — 1 maggio 2010 alle 11:14

BUENOS AIRES — Ufficializzata l'offerta. Il governo argentino ha formalizzato lo swap dei bond in default che riguarda 18,3 miliardi di dollari di cui 4,5 in mano agli investitori… Continua »

2 Commenti

  1. Silvano1 maggio 2010

    Nel caso del fallimento argentino la medicina somministrata dal FMI non fu sufficiente. Il FMI, negando il rinnovo e tirandosi indietro dopo aver ingannato tutti gli investitori, che per diverso tempo avevano creduto nei suoi interventi di salvataggio, successivamente dall’Argentina ha ricevuto indietro tutto, capitale e interessi! Il motivo è stato che l’Argentina non voleva averlo tra i piedi con i suoi controlli!

    Sempre nel caso argentino non esistevano aiuti da parte di un’Unione di Stati, come quelli dell’Unione Europea, in modo particolare poi dalla Germania e dalla Francia che in precedenza hanno già finanziato la Grecia ed ora hanno interesse a gestire loro la ristrutturazione del debito, come detto sopra da admin!

    Invece il risultato finale del fallimento argentino è stato che il debito complessivo è ricaduto, per la maggior parte, sui possessori dei Bond argentini, cioè sulla clientela retail mondiale delle banche che, ignara, li ha acquistati INVOLONTARIAMENTE! Ancora oggi sono sospesi e sicuramente resteranno sospesi, nonostante la ristrutturazione dei giorni nostri (maggio 2010), perché l’Argentina non offre niente di più che il 30% del capitale avuto dagli investitori! Esperienza docet e fa riflettere i risparmiatori italiani! Però il Governo italiano che si è mosso per far tornare in Italia i capitali giacenti nei paradisi fiscali, poteva muoversi anche per far tornare tutti quei capitali bloccati dai Bond argentini, essendo una controversia di diritto internazionale! La morale della favola e l’impressione dei risparmiatori italiani è che gli argentini vorrebbero farla franca!

    Anche la Consob non si è mossa dalla situazione adottata nel 2005 e la staticità dei titoli argentini rimasti privi di valore in mano ai risparmiatori italiani, che ammontano a 14 miliardi di euro, è inquietante!

    La TFArgentina non ancora si pronuncia!
    In trepidante attesa “attonita la terra al nunzio stà”, come recita la poesia di Alessandro Manzoni!

    Consoliamoci dicendo: “Beati quelli che sapranno attendere!”

  2. Silvano9 giugno 2010

    09/06/2010
    COMUNICATO STAMPA


    BOND ARGENTINA: IL CODACONS CHIEDE DI SOSPENDERE LA PROCEDURA DI SCAMBIO PROPOSTA DALLO STATO ARGENTINO
    IL TAR DECIDERA' TRA POCHI GIORNI SUL RICORSO CONTRO LA CONSOB COLPEVOLE DI AVER APPROVATO UNO SCAMBIO "BUFALA'
    I RISPARMIATORI NON DEVONO RINUNCIARE ALLA POSSIBILITA' DI RIAVERE TUTTI I SOLDI INVESTITI FACENDO CAUSA DIRETTAMENTE ALLE BANCHE

    E' attesa per i prossimi giorni la pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Codacons contro la Consob, lo Stato Argentino e la Presidenza del Consiglio in merito all'offerta di scambio proposta a chi sfortunatamente possiede i c.d. tango bond. Le colpe della Consob e della Presidenza del Consiglio, sul fronte della vigilanza del mercato e della tutela degli investitori, sono evidenti, e ampiamente descritte nel ricorso dell'associazione.
    La Consob - spiega il Codacons - ha violato il dovere di vigilare sulla trasparenza dei mercati finanziari, sulla correttezza e sulla trasparenza dei comportamenti degli intermediari finanziari, ma anche sulla correttezza delle informazioni che riguardano il mercato, in base a quanto stabilito dal Testo Unico Finanziario. Inoltre, la tutela del risparmio in tutte le sue forme è garantita costituzionalmente ed è pertanto tra i doveri di tutti gli organi dello Stato e soprattutto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
    L'offerta avanzata dallo Stato argentino poi non rispetta le caratteristiche, previste dal Tuf, per l'appello al pubblico risparmio. Pertanto l'Autorità garante avrebbe dovuto sospendere in via cautelare l'offerta, così come prevede la legge. Il prospetto informativo, autorizzato dalla Consob, appare nullo poichè basato su una condizione meramente potestativa. Non è accettabile, infatti, che la circostanza del pagamento o meno dei titoli esistenti dipenda esclusivamente dalla volontà dell'offerente. La proposta della Repubblica Argentina è inaccettabile, inoltre, perchè non rispetta i criteri di equità di trattamento tra i creditori, non garantisce ai risparmiatori la certezza del conseguimento del titolo scelto, e non rispetta le effettive capacità di rimborso del Paese che mostra allo stato attuale dati economici positivi. "E' inaccettabile che le autorità preposte non forniscano, agli investitori che hanno preso una bufala clamorosa con i tango bond, indicazioni corrette sulla proposta dello Stato argentino e su come debbano comportarsi - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - I risparmiatori devono sapere che anche le banche sono responsabili. Queste hanno consapevolmente venduto prodotti finanziari marci e hanno fatto perdere i risparmi di una vita ai loro clienti. Chi ha acquistato questi titoli deve essere informato circa la possibilità di fare causa alla propria banca, e riavere indietro tutti i soldi persi. Sono già numerose le sentenze dei Tribunali che in tal senso danno ragione agli investitori, disponendo rimborsi integrali'.

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